Formiamo gli autisti delle autobetoniere

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Formiamo gli autisti delle autobetoniere

È bene saper approfittare di ogni occasione per poter agire in favore dei nostri obiettivi

La ricerca della qualità e della durabilità è sulla bocca di tutti ormai, è scritto su tutti gli scudi di chi professa l’intenzione di battersi per il raggiungimento di questi insperati traguardi, ma battaglie non se ne vedono, fatti non se ne vedono: solo parole, tante parole, troppe parole.

A volte penso che siano talmente tanti i problemi da risolvere che non si sa da dove iniziare; iniziare naturalmente non disturbando troppo, iniziare a fare qualcosa di positivo senza sconvolgere il sistema che – come abbiamo potuto ampiamente constatare – è molto agguerrito nel difendere le proprie posizioni, posizioni conquistate con il tempo e, sebbene discutibili, difese con grande forza e capacità; lo abbiamo potuto costatare ormai in molteplici occasioni.

È bene quindi saper approfittare di ogni occasione, di ogni varco ci si presenti per poter agire in favore dei nostri obiettivi. I problemi da risolvere sono tantissimi e tantissime sono le occasioni per trovare i nostri varchi di inserimento: vuol dire realizzare un mattoncino per la costruzione del nostro percorso.

Un imprenditore, produttore di calcestruzzo, virtuoso (fortunatamente ne esistono) durante una riunione tecnica ha raccolto una mia proposta per effettuare una formazione specifica per gli autisti delle autobetoniere dei suoi due impianti di betonaggio quello di COVO e quello di VAILATE. Si  tratta di GianLuigi Pesenti, proprietario tra l’altro di una delle più belle e organizzate cave della Lombardia. La proposta ha suscitato grande interesse e malgrado i problemi del Covid-19, abbiamo organizzato insieme le giornate di formazione. Questa è una grande opportunità che andrebbe perseguita ovunque: ovunque ci sia una centrale di betonaggio, ovunque ci sia un imprenditore oculato, ovunque ci sia un tecnico capace e volenteroso. È una piccola grande occasione per costruire il mattoncino che ci servirà al raggiungimento del nostro obiettivo.

È il varco che ci si è presentato e che non ci deve sfuggire, è l’occasione per fare e non per parlare soltanto. Non si tratta poi solo di un mattoncino, ma di un grande problema: oggi come oggi, gli autisti delle autobetoniere ricoprono un grande ruolo nella catena produttiva e purtroppo non lo sanno, e questo stato di cose provoca non pochi danni all’intera catena produttiva, danni seri derivati non solo dai soliti luoghi comuni, ma principalmente dal non conoscere.

Con GianLuigi Pesenti abbiamo già iniziato un percorso formativo presso la nostra accademia del calcestruzzo per i responsabili dei singoli impianti di produzione; un percorso più complesso visto le responsabilità della figura, un percorso formativo che parte dalla produzione del cemento, passando per la produzione degli aggregati, e degli additivi, per approdare alla progettazione del  calcestruzzo il MIX DESIGN, al controllo di produzione in fabbrica (FPC) (se mai ci arriveremo).

A seguire è programmata una formazione speciale per i venditori del calcestruzzo i tecnici commerciali che visitano gli studi di progettazione, le imprese esecutrici, e anche le stazioni appaltanti. È necessario, anzi dire indispensabile che questa figura sia in grado di conoscere il calcestruzzo in maniera professionale, che sia in grado di affiancare e proporre non solo il calcestruzzo standard di tutti i giorni, ma nel suo affiancamento sia in condizione di proporre e suggerire tutte le innovazioni in tema di calcestruzzo che il suo impianto può disporre. Questo sarebbe un grande servizio da proporre al professionista non sempre edotto delle disponibilità innovative del territorio, e un enorme servizio di immagine e conseguentemente economico per l’azienda che rappresenta.

Siamo partiti dal mattoncino della formazione dell’autista dell’autobetoniera e abbiamo coinvolto quasi l’intera filiera, il varco, il mattoncino che costruisce, che costruisce il nostro obiettivo, mettere le aziende del nostro settore in condizioni di lavorare in qualità per il raggiungimento della durabilità, oggi sinonimo di economia a beneficio dell’intera società.

Credits Il Giornale dell’Ingegnere

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